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Arco

Cenni sulla vita di Lorenzo D'Alessandro

Quanto ci è pervenuto sulla vita del maestro severinese, ci consente di ricostruire abbastanza agevolmente il profilo biografico e di sapere chi fosse Lorenzo d'Alessandro, nella sua veste di artista e di cittadino. La vicenda umana del pittore, che nell'opera sua più ricca e fastosa non volle apporre né firma né data, si consumo' quasi per intero nella città di origine, senza peraltro oltrepassare i confini delle Marche. Dalla ricerca documentaria di Adamo Rossi emerge la personalità di un uomo profondamente dedito al suo lavoro, ma non alieno dalla vita politica e sociale del suo tempo alla quale dovette attendere assiduamente e con grande solerzia. A San Severino, infatti, centro demico di notevole rilevanza economica per la lavorazione manifatturiera della lana, mantenutasi fiorente per tutto il secolo XV, il nostro pittore ricopri' molto spesso pubblici uffici, fino ad ottenere le più alte cariche di magistrato comunale. A queste attività, che provano quale stima Lorenzo d'Alessandro godesse tra i suoi concittadini, si alternarono altri impegni relativi alle consuetudini del suo tempo. Egli pertanto non rifiutò né l'organizzazione di uno spettacolo a carattere sacro in onore di Maria Vergine, secondo l'uso di molti paesi delle Marche e per diletto delle masse popolari, né l'esecuzione di modesti lavori da semplice artigianato, come la pittura dello stemma del cardinal legato o la decorazione di drappelle per le tombe del vessillo comunale. Nato probabilmente intorno al quinto decennio del Quattrocento, Lorenzo d'Alessandro appartenne ad una famiglia di fabbri: il padre, il nonno ed il fratello, infatti, esercitarono tale mestiere. Tra le opere più importanti ,lasciate dal pittore in molte chiese di Serrapetrona, ricordiamo la sua opera maggiore: il Polittico.

IL POLITTICO E LA SUA STRUTTURA

L'opera piu' importante lasciata a Serrapetrona da Lorenzo d'Alessandro e' il Polittico fatto fare dai frati per raccontare alla gente con incantevoli immagini, la nascita e la morte di Gesu'. Ad assistere ai due unici momenti in cui l'uomo e' e rimane solo con se stesso, ci sono santi famosi del firmamento cristiano abbigliati con le vesti dei ricchi, gia' inclusi nella religiosita' popolare come Pietro, Giacomo, Francesco, Giovanni il Battista e Sebastiano che ferma con il suo corpo le frecce della peste. Il Polittico di Serrapetrona misura 290 cm di base per 465 cm di altezza e fu probabilmente dipinto fra il 1485 ed il 1490 per l'altare maggiore della chiesa di San Francesco, dove si trova attualmente con la stessa funzione di dossale d'altare. La grande ancona e' composta da 26 tavole, tra piccole e grandi, 10 delle quali formano i due ordini o registri e le rimanenti 16, di dimensioni molto minori, compongono la predella. Ogni registro comprende 5 grandi tavole col bordo superiore arcuato e centinato, ossia ornato di tanti archetti contigui. Le tavole dei due registri sono separate da esili colonnine tortili con plinto e capitello nell'ordine inferiore, con solo capitello in quello superiore. Agli estremi laterali non sono presenti i pilastri scompartiti in senso verticale, ma una semplice lesena fiancheggiante l'ultima colonnina tortile su cui si continua il capitello di questa. Le tavole centrali dei due ordini sono alquanto piu' ampie di quelle laterali ed hanno il bordo superiore diversamente ornato. Nella predella, suddivisa in due parti di otto tavolette ciascuna da un maglifico rosone intagliato in un riquadro con arabeschi gotici finemente traforati, vi sono 6 stibolati su cui poggiano i relativi plinti delle soprastanti colonnine tortili. In quattro piedistalli e' ritratta una figura intera in posizione eretta, mentre nei due estremi, bipartiti, sono dipinte coppie di santi, del pari ritti nella persona. In corrispondenza delle tavole dell'ordine superiore si distendono 4 specchi contenenti 2 figure di santi ciascuno, a mezzo busto, separate da una colonnina. Tutte le tavolette degli specchi sono arcuate e centinate, laddove quelle dei pilastri sono tribolate. Alla base dei pannelli del registro superiore corre un piccolo podio che al centro, sotto la tavola della Pieta', sale a forma di pergamo per assecondare la sottostante arcata, piu' ampia delle altre ed ornata di centinature tripartite, simili a quelle con cui termina il pannello del Cristo morto. Sopra le 4 tavole del registro superiore, in luogo dei consueti timpani acuminati, si trovano altrettanti ornamenti di forma mistilinea contornati da cornici, volute di fogliami, e sormontati da un lanternino poggiato su una specie di calice d'un fiore e terminante con pinnacoli meno esili di quelli con cui si prolungano, ad altezze decrescenti, decorate di fronde ed in forma di spiga del miglio o del panico, le colonnine tortili dell'ordine superiore. Al centro del firmamento, che s'innalza sopra la tavola della Pieta', c'e' un vero e proprio tripudio di cuspidi, trafori e piccole guglie dominate da una cupola esagonale su cui si erge il solito lanternino con pinnacolo, alla sommita' del quale e' posata una statuetta del Redentore, in atto di benedire, pitturata a vivaci colori. La superficie della cornice e' coperta di fine doratura secondo l'uso, peraltro antichissimo, codificato nell'Eta' di mezzo da Eraclio (sec. XI) e Teofilo (sec. XII), e riproposto piu' tardi da Cennino Cennini (fine sec. XIV) nonche' dal Vasari (sec. XVI). Gli ornamenti della grande ancona si completano con parti variamente colorate, rilievi in pastiglia e finte gemme di materiale policromo incastonate qua e la' secondo la consuetudine degli artisti del tempo. Il Polittico, che stando alle notizie tramandateci dal Servanzi Collio fu riprodotto poco dopo il 1840 con un disegno di Fortunato Petrelli, inciso su lastra calcografica in modo da diffonderne l'immagine fra "i pittori, gli architetti e gli amanti delle belle arti", e' stato restaurato a Firenze nella primavera del 1961 ( un simile provvedimento era gia' stato adottato nel 1947 - 48 dal prof. Rotondi), prima di essere inviato a Venezia per la mostra.

Collocazione e denominazione delle tavole del Polittico Serrano



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